Stronzate di sinistra: il precariato e la legge Biagi
si dice a volte che il male dei giovani è il precariato; l’impossibilità di avere un posto di lavoro certo nel tempo segna pesantemente la progettualità di vita e costringe a vivere alla giornata o con orizzonti temporali limitati, col risultato che è impossibile comprare casa e mettere su famiglia; per inciso comprare casa sarebbe comunque difficle perchè le case sono oggetto di un’isterica speculazione da quando esistono le agenzie immobiliari, e mettere su famiglia è altrettanto utopico, perchè prima bisognerebbe trovare una donna sana di mente e disposta a fare la donna, ma vabbè. fine dell’inciso; di chi è la colpa se si è arrivati a questo punto? be, per gli idioti mentecatti di sinistra, che purtroppo abbondano e prosperano, la colpa è della legge Biagi; falso; anzi, è proprio grazie a questa legge se i cosiddeti precari hanno un lavoro precario piuttosto che nessun lavoro; ribaltando la prospettiva, si può affermare che se esistono lavori precari, è perchè qualcuno accetta di svolgerli, e se nessuno li accettasse, nessuno li offrirebbe; ma anche questa è una visione limitata del problema; la vera domanda non è perchè si accettano i lavori precari, bensì “perchè non esiste più il posto di lavoro fisso?”
e qui bisogna fare un salto indietro nel tempo; il posto fisso nasce nel cosiddetto “miracolo economico”, il periodo che va più o meno dal 1950 al 1980-90, in cui l’italia produceva per se stessa tutto quello che occorreva; cibo, vestiti, auto, industrie, treni, aerei, armi, infrastrutture; tutto quello che serviva a un moderno paese era prodotto e consumato all’interno dei confini nazinali; inoltre, grazie alla possibilità di svalutare la moneta, era possibile aiutare l’export rendendo i prodotti italiani appettibili, in quanto di buona qualità e basso prezzo; questo particolare assetto economico si è tradotto in un’economia sana che si autoalimentava in modo estremamente efficiente; ecco come nasce il posto di lavoro fisso.
Oggi i confini non esistono più, e la produzione dei beni non avviene più nello stato che li consumerà, ma negli stati che offrono il costo di produzione più basso: ecco perchè sono stati annessi all’europa gli stati europei dell’ex unione sovietica, e per lo stesso motivo non si pagano dazi sulle merci prodotte in Cina, India, Indonesia, Banghladesh e così via; ora, se la produzione di un certo bene viene SPOSTATA dall’italia alla Cina, significa che il posto di lavoro che prima era dell’italiano, adesso gli viene tolto e viene dato a un lavoratore cinese: ecco perchè è sparito il posto fisso, cari i miei sinistroidi teste di minchia, la causa è la globalizzazione, altro che legge Biagi!
attenzione, questo NON significa affatto che i noglobal abbiano ragione; i noglobal sono TESTE DI CAZZO e meritano molte più manganellate di quelle che hanno preso al g8 di Genova, perchè solo una testa di cazzo, un mentecatto che ha scolpita nel dna la sua infinita imbecillità, un noglobal insomma, può essere contrario alla globalizzazione e contemporaneamente favorevole all’immigrazione!
globalizzazione e immigrazione (sebbene quest’ultima in minor parte) hanno distrutto il posto fisso e fatto nascere la precarietà; non è un’opinione, sono numeri e basta la scarsa intelligenza che i sinistroidi evidentemente NON hanno (problema loro, eh….), per correlare le cifre e capire da dove nasce il problema e, magari, anche per capire quale può essere la soluzione.